10 aprile: Venerdì Santo

La parola di Dio

Vangelo di Giovanni 19,23-27

I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato –, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

 

Preghiera

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Gesù, hai vissuto l’essere come Dio non come un privilegio, ma un divino svuotare te stesso, assumere la condizione di servo e diventare simile agli uomini, hai amato chiamarti semplicemente figlio dell’uomo, uomo obbediente fino alla morte e a una morte di croce.

Grazie, sei venuto perché tutti abbiano vita e vita in abbondanza, grazie della tua sete di dare vita, di maternità e tenerezza. Ci troviamo ai piedi della croce, carichi del nostro peccato e delle sue conseguenze, “in questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”. (Papa Francesco). Ti chiediamo perdono, accoglici nella nostra povertà, guarisci e libera dal male.

Grazie del dono di Maria tua madre, di poterla accogliere e e vivere con lei l’accoglienza, donaci di vivere come Lei la Parola che si fa carne, di diventare con Lei e come Lei strumenti di vita, di maternità e tenerezza, di solidarietà e dono di sé; negli ospedali, nelle nostre case e nelle strade con chi non ha casa; in ogni luogo di crocifissione e sofferenze, nelle carceri, libera, che tanti possano vivere questa emergenza nel cuore delle loro case, nei teatri di guerra, apri alla pace, nei campi profughi, nelle baraccopoli e in zone di emarginazione e di povertà.

La tua passione inizia e finisce in un giardino, in un giardino sei tradito, in un giardino sei sepolto. In un giardino, che Lui stesso con le sue mani ha piantato e fatto fiorire, tuo Padre ha posto l’uomo, perché lo coltivasse e le custodisse. Guarda questo giardino, sorella madre terra, l’abbiamo reso ancora luogo di tradimento e tomba di vita. Perdona questo nostro grave peccato che si sta ritorcendo su di noi, manda il tuo spirito, risani il nostro tradimento ed apra le nostre tombe, faccia rifiorire la vita, ritorni ad essere il giardino nel quale Dio cammina nella brezza del giorno, facci ritornare, per sentire i suoi passi ed udire la sua voce tra le fronde. Ed ogni nostro passo, accarezzando sorella madre terra, sia una preghiera.

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

 

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Ph. IG @Gaebal